Verso la liberalizzazione dello streaming

24 Mag Verso la liberalizzazione dello streaming

In contrasto alla pratica geoblocking, il parlamento europeo torna a discutere sulla rimozioni delle restrizioni esistenti per l’accesso ai contenuti digitali durante i soggiorni temporanei all’estero per vacanza, lavoro o studio ed entro i prossimi nove mesi, il regolamento è destinato ad essere approvato ed applicato agli Stati membri. In tal modo,  si svincola l’utilizzo dei contenuti dal luogo geografico in cui sono stati acquistati dando avvio al raggiungimento del tanto auspicato e non ancora realizzato mercato digitale unico. La pratica del geoblocking è stata negli anni molto contestata a causa di barriere e restrizioni ai consumatori sulla base della loro nazionalità o luogo di residenza: filtri che non avrebbero permesso accesso a siti internet o il completamento di acquisti online. Ad essere finiti “sotto accusa” diverse piattaforme come Valve, Netflix, ma anche Apple iTunes, Sky Go e Spotify. Il testo del nuovo regolamento  andrà a toccare tutti quei servizi a pagamento basati sull’erogazione di contenuti differenziati a seconda della località da cui ci si collega e gli abbonamenti ai suddetti potranno essere sfruttarti in via temporanea all’estero (es. in vacanza). Dal canto loro le aziende, per evitare abusi, potranno adottar e metodi di controllo per legittimarne o meno l’utilizzo del servizio.

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