Cyberattacco: è guerra psicologica

16 Mag Cyberattacco: è guerra psicologica

Oltre 99 i Paesi colpiti dai cyberattacchi e la Russia risulta essere il bersaglio preferito. Usa e Vietnam  i colpevoli: una percentuale del 23,96% pone gli Stati Uniti al primo posto, sorpassando la Cina, per attacchi originati dal loro territorio. La minaccia di hacking tramite malware, phishing o spam è in crescita con l’aumento di persone e oggetti connessi in rete. Eppure il cyberattacco che ha fatto tanto clamore, e non è nemmeno tra i più gravi della storia, presenta dei connotati particolari: esso non fa guadagnare cifre da capogiro ai suoi autori (fino ad oggi gli hacker hanno guadagnato meno di 60mila dollari) e si presenta più con le caratteristiche di una “guerra psicologica o distrattiva” che come azione distruttiva. Oltretutto il malware utilizzato è stato definito “scarso” dagli esperti e nelle ultime ore WannaCry, così chiamato il ransomware , ha ripreso a circolare, ma in una versione light.

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